Quattro grandi storie che parlano di vita umana offesa. Sorry, no Alitalia

Sebbene una giornalista collettiva l’abbia definita “l’ultima puntata di questo grande serial televisivo sull’aborto in onda da tre mesi in Italia”, la splendida storia della Juno di Pordenone è tutt’altro che questo, è l’ultimo di quattro grandiosi fatti –  non opinioni – accaduti in Italia dall’inizio del 2008, da quando è cominciata la moratoria contro la pena d’aborto. Non per “colpa” della moratoria e neppure, va da sé, per suo solo merito: sono la vita e la sua intelligenza che pulsano e incrinano la crosta dell’indifferentismo morale. Da nord a sud dell’Italia emerge la ribellione di fronte all’unica cosa di cui davvero non se ne può più, il maltrattamento su scala industriale della vita. Così, giunti a metà di una campagna elettorale che non decolla, nonostante il tentativo quasi unanime di silenziare il tema della vita per parlare di Alitalia, è il momento di fare il punto sui fatti grandiosi che accadono. Di aprire gli occhi sulla loro capacità di invertire l’ordine prestabilito (prestabilito da chi?) delle cose di cui ci si dovrebbe limitare a discutere. Read more

Ricevo e volentieri rilancio:

Nel trentennale della legge 194 che ha introdotto in Italia la legalità dell’aborto presentiamo il primo Premio Internazionale d’Arte e Letteratura sul tema della dignità della persona nella vita nascente. Il Premio è intitolato “Embrioniadi, in corsa per la vita” e mira a divenire punto di riferimento per i creativi per la vita di tutt’Italia. Si prega di darne notizia in giro e di segnalarne il sito. Sono già aperte le iscrizioni su www.embrioniadi.it.

Dubbi anche dal “Mario Negri” sulla profilassi per 250mila ragazze contro il papilloma virus.

Con la Finanziaria del 2008, l’Italia è diventata l’unico paese europeo a offrire gratuitamente il vaccino contro il papillomavirus, implicato nel tumore al collo dell’utero, a tutte le 250mila nate nel 1997. Si parla di ragazzine tra gli undici e i dodici anni – femmine, tanto per cambiare – per le quali la medicalizzazione della vita sessuale, in questo modo, precede l’avvio stesso della medesima. Molto si è dibattuto sull’opportunità dell’iniziativa, ma per tagliare la testa al toro basterebbe leggere la nota diffusa in proposito dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che non può certo essere sospettato di moralismi. Scopriamo così che il vaccino “copre solo il 65% delle infezioni che possono dar luogo ad un tumore della cervice uterina”, e che esso “non implica  l’abbandono del Pap-test che deve essere eseguito regolarmente, perché solo il Pap-test può rilevare lesioni pre-cancerose che devono essere curate”. Inoltre, “non è noto se la neutralizzazione dei tipi Hpv 6,11,16 e 18 (quelli coperti dal vaccino, ndr) non determini una maggior probabilità di infezione da parte degli altri genotipi, né è prevedibile se negli anni il virus Hpv subisca mutazioni che cambino la relativa virulenza dei vari tipi”. Infine, “il presunto costo del solo vaccino (sessanta milioni di euro per vaccinare 250mila ragazze) potrebbe essere utilizzato per aumentare la copertura del Pap-test che è ancora insufficiente soprattutto nel Sud-Italia”. Riassumendo: il vaccino è solo parzialmente efficace, ancora non si conoscono i suoi effetti sui tipi di virus Hpv non coperti, in ogni caso non esime dal Pap-test, l’unica strada per identificare precocemente, dai 25 anni in poi, il pericolo di tumore al collo dell’utero. Ma non saranno questi, i motivi per i quali nessuno ha mai proposto la vaccinazione di massa gratuita contro il papillomavirus in nessun altro paese europeo?

Nicoletta Tiliacos

PiuVoce.net

Si può pensare di ridurre il numero degli aborti nel nostro paese? Si può immaginare una società che sappia accompagnare e sostenere la maternità, che riesca ad accogliere anche i bambini “imperfetti”, che sia capace di tessere intorno alla famiglia una rete di solidarietà? Noi ci crediamo, e ci vogliamo provare.
La relazione sulla legge 194 presentata il 22 aprile in Parlamento dal Ministro Turco conferma la tendenza a un piccolo ma costante calo degli aborti tra le donne italiane. Un’anomalia, sul piano europeo, soprattutto considerando che nel nostro paese non hanno mai attecchito i metodi anticoncezionali considerati più efficaci (per esempio la contraccezione ormonale), e che anche la cosiddetta pillola del giorno dopo non ha raggiunto alti livelli di diffusione. Il caso italiano smentisce il teorema secondo cui l’unico modo di evitare gli aborti sarebbe promuovere la contraccezione: se diamo un’occhiata ai dati francesi, inglesi o svedesi, vediamo che le politiche di distribuzione a tappeto di pillole anticoncezionali e abortive si accompagnano sorprendentemente a tassi di abortività crescenti, ben più alti dei nostri. Read more

BRASILIA, giovedì, 24 aprile 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento pronunciato da monsignor Renato Volante, Osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, in occasione della XXX sessione della Conferenza regionale della Fao per l’America Latina e i Caraibi, svoltasi a Brasilia dal 14 al 18 aprile.

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Signor Presidente,

1. Desidero congratularmi per la sua elezione a dirigere i lavori di questa Conferenza e attraverso di Lei ringraziare il Governo del Brasile per l’accoglienza che ha voluto riservare al nostro incontro chiamato a considerare la situazione agricola e alimentare della Regione latino-americana e caraibica e a orientare con un nuovo dinamismo l’azione della Fao in quest’arca, per fronteggiare le necessità legate alla sicurezza alimentare.

La Santa Sede con la sua presenza vuole mostrare apprezzamento per l’opera che la Fao svolge congiuntamente ai diversi Governi nella lotta contro la fame e la malnutrizione, sostenendo con la prospettiva essenzialmente etica che le appartiene quelle scelte di natura politica e sociale capaci di corrispondere in modo concreto e coerente alle odierne necessità. È del tutto chiaro, infatti, che la mancanza di una nutrizione adeguata non solo impedisce il pieno sviluppo della personalità di donne e uomini, ma costituisce una evidente negazione dei loro diritti a cominciare da quello fondamentale alla vita che nel cibo ha una sua componente indispensabile. Read more

In un saggio pubblicato sulla rivista “Kos” (e di cui il Corriere della Sera ha presentato uno stralcio) Emanuele Severino ha indicato la via attraverso cui l’Europa può ancora proporsi come agente di una “nuova potenza”. Osserva Severino che «la potenza che oggi consente agli Stati di sopravvivere è dovuta alla tecnica guidata dalla scienza moderna». Essa può produrre il «dispiegamento infinito della massima potenza» soltanto «all’interno e sul fondamento dell’essenza del pensiero filosofico del nostro tempo» che rimuove l’ostacolo principale a tale dispiegamento, ovvero l’idea che esista un ordinamento assoluto e divino che stabilisca i limiti all’agire dell’uomo. Secondo Severino l’essenza del pensiero filosofico mostra «l’impossibilità di ogni Dio eterno che si ponga come il padrone del dispiegamento totale della massima potenza». L’Europa, che ha generato questo pensiero filosofico, possiede la capacità di realizzare «l’onnipotenza planetaria». Basta che ne prenda coscienza, anche se «a questo punto incomincia la questione decisiva, quella che riguarda la verità della potenza». Read more

In Italia il saldo demografico è attivo. Ne da notizia il quotidiano Repubblica.it che non si fa sfuggire l’occasione di mettere in mezzo la Legge 40, che dal 2004 regolamenta l’accesso alla fecondazione assistita.

Il calo delle nascite in Italia è un dato evidente - spiega Alessandro Di Gregorio, Direttore del Centro Artes di Torino -. Complice anche un’evoluzione della società che ha spostato in avanti, circa 35 anni, l’età media delle donne che scelgono di diventare madri. Le difficoltà a rimanere incinta, quindi, aumentano e l’introduzione della Legge 40 (sulla procreazione assistita ndr), non ha migliorato la situazione. In soli 4 anni, dall’entrata in vigore, le nascite sono diminuite del 2,78%. Per non parlare delle altre gravi conseguenze: è quadruplicato il numero delle coppie che, con la speranza di concepire un figlio, si sono recate all’estero (+200) e le gravidanze multiple sono passate da un 16% ad un 23%, con conseguenti rischi per la salute dei feti, che possono portare alla morte neonatale per prematurità

Il problema, non è quindi, che la prima gravidanza, da portare a termine, si attesti in media a 35 anni, ma la legge 40. Invece di sostenere politiche per la maternità (che non siano al 194) la soluzione sarebbe modificare la legge sulla procreazione assisitita.

Visto l’ultima batosta elettorale spero proprio che gli intellettuali di centrosinistra continuino a scrivere queste cose, gli italiani sanno chi scegliere.

Il fallimento della ricerca scientifica con le staminali embrionali.

Natalia Lopez Moratalla, biochimica università di NavarraUno splendido intervento, presso l’Accademia di Medicina di Granada, di Natalia Lopez Moratalla, titolare della cattedra di Biochimica all’Università di Navarra (Spagna), chiarisce la questione sull’utilizzo nella ricerca scientifica degli embrioni. Il suo intervento avrebbe meritato il titolo sui principali periodici del mondo come: “Le staminali embrionali - vale a dire la distruzione di embrioni umani - sono state un fallimento“. Ragione per cui non ha meritato una menzione particolare nonostante sia una scienziata che lavora nel campo. Non è solamente questione che sia qualcosa d’immorale, perchè è la mattanza di piccoli esseri umani; esseri umani in atto e non in potenza, alla stessa maniera che un cucciolo non è un cane in potenza, ma un piccolo cane, un cane che sta crescendo.

No, non è solamente immorale la ricerca sugli embrioni, ma un fallimento, un fiasco, una presa in giro, una beffa. Con le cellule provenienti dalla distruzione di esseri umani non si è curato nemmeno un volgare raffredore. Lopez Moratalla conclude in questa maniera: “ci sono già circa 600 protocolli che usano cellule staminali adulte e nessuno con cellule di origine embrionale“. Read more

Emendamento mira a ridurre da 24 a 20 settimane per operazioni

Roma, 23 apr. (Apcom) - Sarà battaglia nel parlamento della Gran Bretagna sulla legge che regola il diritto all’aborto: l’opposizione conservatrice è decisa a presentare un emendamento per ridurre da 24 a 20 le settimane nelle quali saranno consentite le interruzioni volontarie di gravidanza.

Lo “Human Fertilisation and Embryology Act” - si legge sul sito online della Bbc - dovrebbe tornare nell’aula di Westminster all’inizio di maggio. A presentare l’emendamento dei Tory sarà Nadine Dorries, una ex infermiera favorevole in realtà a norme ancora più restrittive.

A difendere le regole attuali è un fronte trasversale, che comprende molti deputati liberal-democratici e del Labour, il partito del primo ministro Gordon Brown. “La comunità scientifica - ha affermato Evan Derris, parlamentare dei “Lib-dem” - ha detto con chiarezza che non esistono basi mediche o scientifiche per una riduzione dei limiti di tempo in vigore”.

Associazioni di settore autorevoli, tra le quali British Medical Association e Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, hanno di recente pubblicato rapporti che sottolineano la validità scientifica del limite alle 24 settimane.

Scienza e filosofia in difesa della vita umana sin dal concepimento

di Padre John Flynn, LC

ROMA, domenica, 20 aprile 2008 (ZENIT.org).- Il tema della ricerca sulle cellule staminali di embrioni umani continua ad essere oggetto di discussione. I fautori dell’uso di tali cellule embrionali sostengono che l’embrione, nei primissimi stadi di sviluppo, non può essere considerato persona umana. Posizione diametralmente opposta è quella avanzata da due filosofi in un libro di recente pubblicazione.

Robert P. George, che è anche membro del Consiglio di bioetica che risponde al Presidente degli Stati Uniti, e Christopher Tollefsen, evitano il terreno delle argomentazioni religiose, per illustrare una serie di principi scientifici e filosofici che confermano lo status umano dell’embrione. Nel libro dal titolo “Embryo: A Defense of Human Life” (Doubleday), sostengono che l’embrione ha lo status di essere umano sin dal momento del concepimento. Read more

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