Il fallimento della ricerca scientifica con le staminali embrionali.

Natalia Lopez Moratalla, biochimica università di NavarraUno splendido intervento, presso l’Accademia di Medicina di Granada, di Natalia Lopez Moratalla, titolare della cattedra di Biochimica all’Università di Navarra (Spagna), chiarisce la questione sull’utilizzo nella ricerca scientifica degli embrioni. Il suo intervento avrebbe meritato il titolo sui principali periodici del mondo come: “Le staminali embrionali - vale a dire la distruzione di embrioni umani - sono state un fallimento“. Ragione per cui non ha meritato una menzione particolare nonostante sia una scienziata che lavora nel campo. Non è solamente questione che sia qualcosa d’immorale, perchè è la mattanza di piccoli esseri umani; esseri umani in atto e non in potenza, alla stessa maniera che un cucciolo non è un cane in potenza, ma un piccolo cane, un cane che sta crescendo.

No, non è solamente immorale la ricerca sugli embrioni, ma un fallimento, un fiasco, una presa in giro, una beffa. Con le cellule provenienti dalla distruzione di esseri umani non si è curato nemmeno un volgare raffredore. Lopez Moratalla conclude in questa maniera: “ci sono già circa 600 protocolli che usano cellule staminali adulte e nessuno con cellule di origine embrionale“.

Non solo, ma Moratalla insegna e ricerca nella Università di Navarra, il cui centro di ricerca CIMA lanciò per primo l’avviso, che oggi nessuno nega, e cioè che le staminali embrionali non solo non hanno curato nessuno, ma provocano anche tumori. Nessuno ha smentito. Molti hanno fatto finta di non sentire per non intonare un mea culpa.

Il pensiero progressista spinge in tutto il mondo per l’uso e la crezione di embrioni a scopo di ricerca e per la così chiamata clonazione terapeutica, come è stato fatto in Spagna con la nuova legge di biomedicina grazie a quell’anti-Cristo di Zapatero. Ma ora che si sa che la ricerca sugli embrioni è un fallimento e uno spreco di denaro, in Spagna e in altre parti del mondo bisognerebbe intervenire per fermare quella grandissima produttrice di embrioni in soprannumero che è la fecondazione “in vitro”. Alla luce di ciò non è stata male la legge 40 in Italia, anche se non è cattolica; se fosse stata cattolica sarebbe stata composta solo da un articolo: “E’ vietata qualsiasi forma di fecondazione artificiale”. Se non è possibile fermarla che almeno serva per ciò a cui è stata creata: avere figli e non creare embrioni soprannumerari.

Ricordiamo che cos’è il preocesso di fecondazione artificiale: la donna deve essere “ormonizzata” come una vacca perchè abbia una multi-ovulazione; gli embrioni che ne vengono generati in parte vengono congelati e altri, da tre a cinque, vengono introdotti nel corpo della donna; se si ha fortuna si sviluppano tutti. Ma la fortuna è solo per la madre, non per gli embrioni, perchè vengono abortiti tutti meno uno. E’ un aborto selettivo: si sceglie il migliore, come al mercato. Gli embrioni che vengono utilizzati nella ricerca per gli esperimenti Frankestein sono quelli giacenti in frigo, quelli crioconservati.

Chi non può avere figli lo adotti - avere figli non è un diritto, oltre a sembrare poco umano che i bambini nascano in provetta e non da una relazione amorosa dei genitori - o almeno che venga utilizzata questa tecnica per lo scopo che gli è proprio. Vuoi un figlio con la fecondazione artificiale? Benissimo, si feconda e si inietta un solo embrione. Non uno di più. E’ come fanno in Germania, memori della tragedia nazista contro la vita umana.

Fonte: Kattolico Pensiero

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