Jun
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Carlo Casini: “L’aborto non è un diritto, ma una violazione grave del diritto alla vita”
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Commentando la scelta abortista di Amnesty International
RIMINI, martedì, 21 agosto 2007 (ZENIT.org).- L’aborto non è un diritto, e non c’è battaglia per i diritti umani che non parta dal diritto alla vita, sostiene l’onorevole Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (MpV).
Così ha detto Casini intervenendo al Meeting di Rimini alla presentazone di due libri editi da Cantagalli: “Unioni di fatto, matrimonio e figli tra ideologia e realtà” e “Il testamento biologico. Quale autodeterminazione?”. Read more
Jun
29
Una ragazza di 18 anni è morta nel 2005 (ma è stato reso noto solo ora) in seguito a un’emorragia dopo aver assunto la seconda pillola abortiva. Come prevedono i protocolli era a casa e non in ospedale
di Assuntina Morresi
Tratto da Avvenire del 26 giugno 2008
Manon Jones aveva 18 anni quando è morta all’ospedale Southmead di Bristol, in Gran Bretagna, dopo aver abortito con la Ru486. Era il 27 giugno del 2005, ma abbiamo dovuto aspettare ben tre anni per conoscerne la storia, pubblicata il 13 giugno scorso sul Daily Mail. Manon aveva deciso di abortire perché temeva che la gravidanza avrebbe reso conflittuale il rapporto con la famiglia del suo ragazzo, di religione musulmana.
Aveva preso il primo dei due farmaci abortivi, la vera e propria Ru486 che provoca la morte dell’embrione in pancia, a sei settimane di gravidanza, il 10 giugno 2005, e due giorni dopo aveva assunto il secondo farmaco, quello che induce l’espulsione dell’embrione. Ad una visita di controllo all’ospedale di Southmead di Bristol, il 15 giugno, le era stato detto che tutto procedeva normalmente. Quattro giorni dopo, Manon era partita per una vacanza, che però ha dovuto interrompere prima del previsto: il 23 giugno è tornata in ospedale, perché si sentiva troppo male. Quando sua madre l’ha raggiunta, Manon era già in terapia intensiva, dove è morta quattro giorni dopo per ‘ipovolemia’, cioè una diminuzione di volume del sangue circolante, probabilmente dovuta ad una perdita eccessiva di sangue, un’emorragia per la quale si è aspettato troppo per effettuare la trasfusione. Il giudizio dei medici però non è concorde: alcuni parlano di assistenza inadeguata, altri invece scagionano il servizio sanitario, e ritengono che la ragazza si sarebbe salvata se si fosse ricoverata prima. Read more
Jun
28
Dossier su accanimento terapeutico e cure palliative
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Padre Giorgio Carbone OP, docente di bioetica e teologia morale, ha pubblicato un dossier per l’Agenzia Fides, che potete vedere in anteprima qui e scaricare in doc qui, su: accanimento diagnostico e/o terapeutico, cure palliative, testamento di vita o dichiarazioni anticipate di trattamento.
Indice:
1. L’accanimento diagnostico e/o terapeutico
A. Terapia ordinaria o straordinaria
B. Terapia proporzionata o sproporzionata
C. Criteri per individuare l’accanimento
2. L’abbandono del malato
3. Le cure palliative
La sedazione
4. Il testamento di vita o dichiarazioni anticipate di trattamento
Alcuni fondati timori
Conclusioni
[via]
Jun
27
I buoni frutti della «Legge 40»
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DOMENICO DELLE FOGLIE, di Avvenire. Se una legge facilita la nascita di un maggior numero di bambini senza ricorrere alla selezione di embrioni umani; se quella stessa normativa fa aumentare in Italia le coppie che usufruiscono delle tecniche di procreazione medicalmente assistita ed i centri che le assistono; se quella disciplina apre la strada ad una ‘via italiana’ alla ricerca nel campo della fecondazione assistita, sarà lecito affermare che quella legge funziona? E magari sarà anche il caso di riaffermare la saggezza mostrata dagli italiani giusto tre anni fa, quando, in quei giorni caldi di metà giugno, preferirono disertare le urne del referendum parzialmente abrogativo della Legge 40 che disciplina la fecondazione artificiale. Read more
Jun
26
Decapitato il vertice dei farmaci Per la RU 486 ricominciare daccapo
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Sospesi dirigenti dopo l’inchiesta per corruzione
di Michele Aramini
Tratto da Avvenire del 24 giugno 2008
L’ Agenzia italiana del farmaco (Aifa) vive un momento difficile, a causa dell’indagine della Procura di Torino che ha portato alla sospensione cautelare per due mesi del direttore generale Nello Martini.
Insieme a Martini è stata sospesa anche Caterina Gualano, dirigente dell’Ufficio autorizzazioni all’immissione in commercio della stessa Aifa. L’Aifa era stato un autorevole ente istituzionale dipendente dal ministero della Salute e rimane responsabile, tra l’altro, del delicato compito di autorizzare l’immissione in commercio di nuovi farmaci. I provvedimenti della Procura torinese rientrano nell’ambito dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Guariniello su alcuni farmaci che avrebbero ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione dopo controlli irregolari. Il magistrato ipotizza episodi di corruzione da parte di alti funzionari di alcune imprese farmaceutiche verso i dirigenti ora sospesi. Il fatto è oggettivamente preoccupante e ci si deve augurare che il prosieguo delle indagini della magistratura arrivi a scagionare da ogni responsabilità i due alti dirigenti dell’Aifa, in modo da restituire loro onore personale e prestigio all’istituzione che dirigono. Anche se nel frattempo – è notizia di ieri sera – il ministro Sacconi ha nominato un nuovo direttore pro tempore. D’altro canto, c’erano e permangono preoccupazioni anche per la gravità delle accuse e per la delicatezza dei dossier in corso di esame presso l’Agenzia del farmaco. Tra questi ci preme ricordare la decisione finale che il Consiglio di amministrazione dovrà prendere sulla commercializzazione in Italia della pillola abortiva Ru 486. Read more
Jun
25
Grande scienziato, ma pro-vita e contro Darwin. Meglio censurarlo…
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Era un grande genetista ma contro l’aborto. Così Lejeune fu messo ai margini dal mondo scientifico…
di Francesco Agnoli
In Italia su di lui si sa molto poco. Gli unici quattro libri, a quanto mi consta, li ha pubblicati Cantagalli (l’ultimo è di Clara Lejeune, sua figlia: “La vita è una sfida”). Il suo nome è sconosciuto ai più, anche in tempi in cui di genetica si parla spesso. Eppure Jérôme Lejeune è uno dei grandi scienziati che ha fatto fare alla conoscenza umana un balzo in avanti. Nato nel 1926 a Montrouge sur Seine, è infatti colui che ha scoperto la prima anomalia genetica, la trisomia 21, quella che determina la sindrome di down. Sino alla sua scoperta si credeva che il mongolismo fosse una tara razziale, oppure che fosse determinato da genitori alcolisti o sifilitici. Read more
Jun
24
di Elisabetta Pittino
ROMA, lunedì, 23 giugno 2008 (ZENIT.org).- La sindrome del post-aborto è un male subdolo, diffuso e nascosto. Per capire e contrastare questo disagio il 22 maggio scorso si è svolta a Brescia, organizzata dai Centri di Aiuto alla Vita di Brescia e Capriolo, una conferenza sul tema “Donna e post-aborto: il dramma, l’accoglienza, il perdono”.
Con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi alla Persona, alla Famiglia e alla Comunità del Comune di Brescia, l’incontro ha preso spunto dal trentesimo anniversario della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Read more
Jun
23
Humanae vitae: un’enciclica profetica, per conoscere la fertilità e non solo
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ROMA, domenica, 22 giugno 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per la rubrica di Bioetica la risposta a un lettore da parte di Angela Maria Cosentino, bioeticista, docente di Tutela della vita e della salute riproduttiva presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, nonché docente di Morale speciale al Mater Ecclesiae della Pontificia Università San Tommaso, e delegata della Confederazione Italiana Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità al Forum Nazionale delle Associazioni Familiari.
* * *
Appena tornato da una lunga assenza di lavoro all’estero, mi sono letto anche gli ZENIT che nel frattempo arrivavano sul mio computer. E trovo quell’articolo su L’enciclica “Humanae vitae”, una profezia per oggi.
Che cosa abbia profetizzato, non riesco proprio a capirlo. Trovo belle frasi fiorite per stigmatizzare l’edonismo, per esaltare l’AMORE con tutte le lettere maiuscole, e tutte quelle cose che tutte le persone per bene sapevano già e non avevano certo bisogno di quell’enciclica che a suo tempo aveva sorpreso persino la commissione che il Papa aveva nominato e i singoli parroci, compreso il nostro. E non riparliamo delle disquisizioni del “secondo natura” o “contro natura”, della pillola, del termometro, di Ogino e altre deprimenti trovate di cui fin da allora si sentiva discutere.
Ma una risposta al vero problema delle singole famiglie, delle persone per bene, non degli habitué delle discoteche (che l’enciclica non sanno nemmeno che ci sia) … una risposta seria all’esplosione demografica del mondo, degli studi seri su una problematica così ampia e terribile, queste non si sono mai né viste né sentite.
E non stupisce, perché sono risposte difficilissime. Ma allora sarebbe meglio evitare di riparlarne. Vorrei aggiungere anche un piccolo commento, che sembra irriverente, ma è invece desolato, se non è esagerato il termine. Come si fa a definire “una decisione sofferta” quella che è stata invece una decisione improvvisa, e “…ribadire la continuità della dottrina e della tradizione della Chiesa”? Ma se solo una o due generazioni prima questo problema non era nemmeno avvisato!!! Sempre il solito trionfalismo di rito, ad maiorem Dei gloriam e, di conseguenza, a chi lo professa, dimenticandosi in che stato la Chiesa era, anche dopo la Controriforma.
So già che non mi risponderete, e se anche lo faceste, non certo per riconoscermi un minimo di ragione (dovreste toccare argomenti sempre accuratamente taciuti), non me la prendo e vi saluto con la cordialità di un buon cristiano verso altri buoni cristiani.
Enrico de Carli
Jun
19
Malta, un Paese che riconosce la vita fin dal concepimento
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Intervista al fondatore di “Gift of Life +9”
di Antonio Gaspari
ROMA, mercoledì, 4 giugno 2008 (ZENIT.org).- Uno dei pochi Paesi europei dove l’aborto non è liberalizzato è Malta. Nonostante le tante pressioni internazionali, in un sondaggio recente la popolazione si è espressa al 93% contro l’aborto.
Per comprendere le ragioni che stanno alla base di questo forte sentimento pro life, ZENIT ha intervistato il Presidente del Movimento per la Vita maltese, Paul Vincenti, che ha creato la Fondazione “Gift of Life +9”.
Jun
18
Eutanasia sociale, come far fuori la gente col sorriso
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Uno studio sulla “morte indotta” indaga la rappresentazione che ne abbiamo dato attraverso i media e mostra come dal criterio di “sostenibilità economica” facilmente si passi a tutt’altri contesti. La popolazione invecchia e i costi sanitari salgono. Chi deve decidere quand’è che il costo da sostenere per sopravvivere è “eccessivo”? Questione di scelte politiche. Che alla “domanda di salute” fanno corrispondere una certa “offerta di servizi”. è così che dall’era della sopravvivenza alcuni restano esclusi. No money, no party
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| di Giuseppe Romano |
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Abbiamo sconfitto la morte. Quella che coglieva a tutte le età, che si propagava dagli uni agli altri mietendo vittime tra la popolazione. Il vaiolo, che un secolo fa terrorizzava, oggi è presente soltanto nelle fiction incentrate sul terrorismo biologico. La peste si cura con gli antibiotici. Le malattie infettive vengono ordinariamente individuate e contenute nella prassi medico-ospedaliera.
Certo, continuiamo a morire. Soprattutto di quelle malattie che conseguono all’invecchiamento, dovute alla progressiva degenerazione dei meccanismi vitali. Il cuore, il cervello, le ossa, tutti gli organi hanno cicli di decadimento inarrestabili. E tuttavia anche qui s’è fatto assai quanto a prevenzione, a cura, a rimessa a punto, a rimpiazzo, tanto che l’aspettativa di vita della popolazione s’è innalzata alla soglia degli ottant’anni. |