Jul
17
Brasilia (Agenzia Fides) - Con la decisione della “Commissione Costituzione, Giustizia e Cittadinanza” (CCJC), che ha respinto il disegno di legge che intendeva legalizzare l’aborto, la strada verso la legalizzazione dell’aborto attraverso il potere legislativo si è praticamente interrotta in Brasile. La CCJC della Camera dei Deputati, la settimana scorsa ha respinto, con 57 voti contrari e 4 favorevoli, un controverso progetto da 17 anni all’esame del Congresso e che nell’ultimo articolo prevedeva l’abrogazione di ogni penalità esistente nel Codice Penale contro l’aborto. La CCJC era l’ultimo organo in cui il progetto di depenalizzazione dell’aborto aveva l’opportunità di essere approvato e passare al voto del plenum delle Camere. Read more
Jul
14
Documento dei ginecologi del Paese iberico: oltre i cinque mesi non si può più considerare aborto ma la «distruzione di una vita»
di Emanuela Vinai
Tratto da Avvenire del 6 luglio 2008
L’aborto «praticato dopo la 22esima settimana di gestazione va definito più correttamente come distruzione di un feto vitale». L’affermazione, destinata a far discutere, è contenuta in un recentissimo documento della Società spagnola di ginecologia e ostetricia (Sego). Read more
Jul
12
La più grande associazione abortista d’America ha 880 cliniche aperte 24 ore su 24. E adesso sbarca nei centri commerciali offrendo, con la pillola, t-shirt e gadget
di Andrea Pamparana
Tratto da Avvenire del 6 luglio 2008
Tempo fa, nella mia rubrica l’«Indignato speciale», nell’edizione delle 13 del Tg5, diedi spazio alla denuncia di due genitori di un bambino affetto da sindrome di Down.
Essi lamentavano la scarsità di aiuti da parte delle istituzioni, i tanti ostacoli morali e materiali che avevano dovuto affrontare e, ultimo in ordine di tempo, il fatto che per scarsità di fondi il locale Comune aveva tolto al loro bambino l’insegnante di sostegno nella scuola elementare. Evento, ovviamente, molto grave per le conseguenze sul già difficile percorso educativo di un bimbo Down. Read more
Jul
10
ROMA, domenica, 6 luglio 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per la rubrica di Bioetica la prima parte dell’intervento di Carlo Casini, già magistrato di Cassazione e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica. Casini è inoltre Presidente del Movimento per la Vita italiano, membro della Pontificia Accademia per la Vita e docente presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma.
* * *
La legge 194 nacque davvero in un contesto particolare, che, con parole un po’ forti, può definirsi di menzogna, di ricatto e di paura. Più di un terzo della popolazione italiana è nato dopo il 1978; per gli altri il tempo ha spento la memoria. Perciò sembra giusto ricordare i fatti più rilevanti che accompagnarono l’iter legislativo della legge 194. Essi sono: la scoperta a Firenze, nel gennaio 1975, di una clinica clandestina di aborti promossa dal partito radicale; la sentenza della Corte Costituzionale n. 27 del 18 febbraio 1975; gli eventi di Seveso dell’estate 1976; il referendum proposto dai radicali contro le disposizioni del codice penale che vietavano l’aborto; il voto del Senato che il 7 giugno 1977 dichiarò l’incostituzionalità del progetto che l’anno successivo è divenuto la legge 194; l’assassinio di Aldo Moro (9 maggio 1978); la lunga campagna mediatica violenta e bugiarda in favore della legge.
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Jul
8
Intervista al Vice Presidente del Polish Federation of Pro Life Movements
di Antonio Gaspari
ROMA, martedì, 8 luglio 2008 (ZENIT.org).- Molti parlano dell’aborto come espressione dell’emancipazione feminile, indicandolo tra i frutti del progresso, ma in Polonia l’aborto legale è stato imposto prima dai nazisti e poi dalla dittatura comunista.
In una intervista a ZENIT l’ingegner Antoni Zieba, Segretario del World Prayer for Life e Vicepresidente della Polish Federation of Pro Life Movements, si chiede perchè L’ONU e la Unione Europea fanno pressione sulla Polonia per liberalizzare l’aborto, quando è il paese con il minor numero di interruzioni volontarie di gravidanza.
Pur avendo una legislazione in materia simile a quella della Spagna, la Polonia ha infatti un numero bassissimo di aborti. In Spagna nel 2006 ci sono stati 98.500 aborti, cioè 270 al giorno, mentre in Polonia nello stesso anno ci sono stati 360 aborti, meno di uno al giorno. Read more
Jul
1
di Mario Palmaro
È ripartito in Italia il dibattito sull’aborto e sulla legge 194.
È un fatto molto positivo, perché significa che dopo quasi trent’anni
di aborto di Stato, la ferita non si è ancora rimarginata.
Chi sperava di mettere una pietra tombale sulle istanze dei più
deboli e indifesi, quei nascituri che non votano e non rilasciano
interviste, dovrà rassegnarsi. Read more
Jun
30
Commentando la scelta abortista di Amnesty International
RIMINI, martedì, 21 agosto 2007 (ZENIT.org).- L’aborto non è un diritto, e non c’è battaglia per i diritti umani che non parta dal diritto alla vita, sostiene l’onorevole Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (MpV).
Così ha detto Casini intervenendo al Meeting di Rimini alla presentazone di due libri editi da Cantagalli: “Unioni di fatto, matrimonio e figli tra ideologia e realtà” e “Il testamento biologico. Quale autodeterminazione?”. Read more
Jun
29
Una ragazza di 18 anni è morta nel 2005 (ma è stato reso noto solo ora) in seguito a un’emorragia dopo aver assunto la seconda pillola abortiva. Come prevedono i protocolli era a casa e non in ospedale
di Assuntina Morresi
Tratto da Avvenire del 26 giugno 2008
Manon Jones aveva 18 anni quando è morta all’ospedale Southmead di Bristol, in Gran Bretagna, dopo aver abortito con la Ru486. Era il 27 giugno del 2005, ma abbiamo dovuto aspettare ben tre anni per conoscerne la storia, pubblicata il 13 giugno scorso sul Daily Mail. Manon aveva deciso di abortire perché temeva che la gravidanza avrebbe reso conflittuale il rapporto con la famiglia del suo ragazzo, di religione musulmana.
Aveva preso il primo dei due farmaci abortivi, la vera e propria Ru486 che provoca la morte dell’embrione in pancia, a sei settimane di gravidanza, il 10 giugno 2005, e due giorni dopo aveva assunto il secondo farmaco, quello che induce l’espulsione dell’embrione. Ad una visita di controllo all’ospedale di Southmead di Bristol, il 15 giugno, le era stato detto che tutto procedeva normalmente. Quattro giorni dopo, Manon era partita per una vacanza, che però ha dovuto interrompere prima del previsto: il 23 giugno è tornata in ospedale, perché si sentiva troppo male. Quando sua madre l’ha raggiunta, Manon era già in terapia intensiva, dove è morta quattro giorni dopo per ‘ipovolemia’, cioè una diminuzione di volume del sangue circolante, probabilmente dovuta ad una perdita eccessiva di sangue, un’emorragia per la quale si è aspettato troppo per effettuare la trasfusione. Il giudizio dei medici però non è concorde: alcuni parlano di assistenza inadeguata, altri invece scagionano il servizio sanitario, e ritengono che la ragazza si sarebbe salvata se si fosse ricoverata prima. Read more
Jun
26
Sospesi dirigenti dopo l’inchiesta per corruzione
di Michele Aramini
Tratto da Avvenire del 24 giugno 2008
L’ Agenzia italiana del farmaco (Aifa) vive un momento difficile, a causa dell’indagine della Procura di Torino che ha portato alla sospensione cautelare per due mesi del direttore generale Nello Martini.
Insieme a Martini è stata sospesa anche Caterina Gualano, dirigente dell’Ufficio autorizzazioni all’immissione in commercio della stessa Aifa. L’Aifa era stato un autorevole ente istituzionale dipendente dal ministero della Salute e rimane responsabile, tra l’altro, del delicato compito di autorizzare l’immissione in commercio di nuovi farmaci. I provvedimenti della Procura torinese rientrano nell’ambito dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Guariniello su alcuni farmaci che avrebbero ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione dopo controlli irregolari. Il magistrato ipotizza episodi di corruzione da parte di alti funzionari di alcune imprese farmaceutiche verso i dirigenti ora sospesi. Il fatto è oggettivamente preoccupante e ci si deve augurare che il prosieguo delle indagini della magistratura arrivi a scagionare da ogni responsabilità i due alti dirigenti dell’Aifa, in modo da restituire loro onore personale e prestigio all’istituzione che dirigono. Anche se nel frattempo – è notizia di ieri sera – il ministro Sacconi ha nominato un nuovo direttore pro tempore. D’altro canto, c’erano e permangono preoccupazioni anche per la gravità delle accuse e per la delicatezza dei dossier in corso di esame presso l’Agenzia del farmaco. Tra questi ci preme ricordare la decisione finale che il Consiglio di amministrazione dovrà prendere sulla commercializzazione in Italia della pillola abortiva Ru 486. Read more
Jun
24
di Elisabetta Pittino
ROMA, lunedì, 23 giugno 2008 (ZENIT.org).- La sindrome del post-aborto è un male subdolo, diffuso e nascosto. Per capire e contrastare questo disagio il 22 maggio scorso si è svolta a Brescia, organizzata dai Centri di Aiuto alla Vita di Brescia e Capriolo, una conferenza sul tema “Donna e post-aborto: il dramma, l’accoglienza, il perdono”.
Con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi alla Persona, alla Famiglia e alla Comunità del Comune di Brescia, l’incontro ha preso spunto dal trentesimo anniversario della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Read more
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