CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 14 settembre 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo le Risposte della Congregazione per la Dottrina della Fede a Quesiti della Conferenza Episcopale Statunitense circa l’Alimentazione e l’Idratazione Artificiali.

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CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

RISPOSTE A QUESITI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE STATUNITENSE
CIRCA L’ALIMENTAZIONE E L’IDRATAZIONE ARTIFICIALI

Primo quesito: È moralmente obbligatoria la somministrazione di cibo e acqua (per vie naturali oppure artificiali) al paziente in “stato vegetativo”, a meno che questi alimenti non possano essere assimilati dal corpo del paziente oppure non gli possano essere somministrati senza causare un rilevante disagio fisico?

Risposta: Sì. La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali, è in linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di conservazione della vita. Essa è quindi obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento del paziente. In tal modo si evitano le sofferenze e la morte dovute all’inanizione e alla disidratazione. Read more

Padre Giorgio Carbone OP, docente di bioetica e teologia morale, ha pubblicato un dossier per l’Agenzia Fides, che potete vedere in anteprima qui e scaricare in doc qui, su: accanimento diagnostico e/o terapeutico, cure palliative, testamento di vita o dichiarazioni anticipate di trattamento.

Indice:

1. L’accanimento diagnostico e/o terapeutico
A. Terapia ordinaria o straordinaria
B. Terapia proporzionata o sproporzionata
C. Criteri per individuare l’accanimento
2. L’abbandono del malato
3. Le cure palliative
La sedazione
4. Il testamento di vita o dichiarazioni anticipate di trattamento
Alcuni fondati timori
Conclusioni

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