Jul
24
Crisafulli: durante i miei due anni in stato vegetativo sentivo di avere fame e sete
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di Salvatore Crisafulli
Tratto da Il Sussidiario.net il 17 luglio 2008
La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi, cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi: mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? Di cosa si sono accertati? Esistono dei parametri e dei criteri validi per confermarne l’irreversibilità? Assolutamente no. Read more
Jul
23
«Se lei venisse lasciata morire quante vittime all’orizzonte?»
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Etica & giustizia • Pier Paolo Donadio, primario della rianimazione centrale delle Molinette di Torino: ogni forma di demenza, di disabilità, di malattia potrebbe legittimare la morte • «Il valore dell’esistenza non è determinato dalla salute e dalle prestazioni delle persone Credo che Eluana debba restare lì, a difesa di tante altre vite deboli»
di Francesca Lozito
Tratto da Avvenire del 19 luglio 2008
« Vede, il problema è che qui s’insinua un principio pericoloso »
Quale?
« Che una vita vale in base alla sua capacità di performance ».
Ovvero?
« Che il suo valore è determinato dalla prestazione: poiché quella di un vegetativo permanente è apparentemente nulla, non ha senso che vivano; certo, può essere difficile trovare un senso alla sopravvivenza meramente biologica di un corpo senza più mente. Ma se accetto che il senso della vita stia nella performance, ogni forma di demenza, di disabilità, di malattia alla fine diventa ragione della perdita di senso; preferisco considerare la vita un mistero troppo alto perché un uomo possa decidere se ha o non ha un senso, anche quando parla della propria. Diversamente, chi potrebbe stabilire l’unità di misura? ».
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Jul
22
Eluana Englaro - Un voto per Eluana - La mozione salvavita andrà in aula entro domani - Acqua davanti alla clinica di Lecco
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Jul
22
Anche sui temi etici il Pd delega tutto ai magistrati
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Anche sul fronte della biopolitica il Pd sembra perpetuare una assurda storia di soggezione e di delega nei confronti della magistratura. Non sono bastati gli errori sul terrorismo, sulla mafia e su tangentopoli. Oggi il Pd china il capo ai giudici anche sulla vita e sulla morte.
Jul
21
Sul caso Englaro il Senato prova a far sentire la sua voce
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La commissione Affari costituzionali del Senato sta esaminando l'eventuale conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in merito al caso di Eluana Englaro.
Jul
21
Caso Englaro, parla Crisafulli: “Io, risvegliato dal coma, rifiuto la sentenza di morte per Eluana”
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Salvatore Crisafulli, per due anni giudicato dai medici in stato vegetativo permanente: “Capivo e sentivo tutto: non esistono dei parametri e dei criteri validi per accertare l’irreversibilità di quella condizione. La sentenza di morte emessa è agghiacciante e cancella le nostre speranze condannando duramente tutti i disabili gravissimi”

ROMA - “La definizione di stato vegetativo permanente si riferisce a una prognosi sottoposta a gravi margini di errore: la sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi”. A parlare è Salvatore Crisafulli, l’uomo che nel 2005, dopo due anni di coma e numerose diagnosi di stato vegetativo permanente, si risvegliò raccontando di aver trascorso quei due anni comprendendo e capendo tutto ciò che gli accadeva intorno. Oggi chiede al presidente della Repubblica un intervento per “evitare ulteriori richieste di eutanasia”, affermando che altrimenti si dovrebbero chiudere “tutti i reparti di rianimazione”.
Jul
20
Lo stato vegetativo? Non è una malattia»
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Giovanni Battista Guizzetti, centro don Orione di Bergamo «Eluana, una condizione per certi versi misteriosa, ma viva»
Tratto da Avvenire del 19 luglio 2008
Non è una malattia lo stato vegetativo. Lo ribadisce il dottor Gian Battista Guizzetti, responsabile Uo Stati Vegetativi del centro Don Orione di Bergamo, a. proposito del caso Englaro.
«Eluana Englaro si trova a vivere in una condizione, per certi versi, ancora misteriosa, chiamata stato vegetativo - dichiara -, per lo più consegue ad uno stato di coma. Il passaggio dal coma allo stato vegetativo è segnato dall’apertura degli occhi. Il soggetto riacquista la vigilanza, di giorno è sveglio e di notte dorme, ma non mostra segni che indichino un sicuro contenuto di coscienza, intesa come consapevolezza di sé e dell’ambiente nel quale si trova». Read more
Jul
18
Cristiani per l’Ambiente “Salvate Eluana è un atto di civiltà”
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I Cristiani per l’Ambiente firmano l’appello di Scienza & Vita
In un comunicato diffuso in serata Antonio Gaspari, presisdente di Cristiani
per l’Ambiente, conferma l’adesione all’appello di Scienza & Vita in cui si
respinge la sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro
Eluana Englaro.
“Con immenso rispetto del dolore e della sofferenza dei genitori di Eluana,
- ha scritto il Presidente dei CpA - per la difesa del dono unico e
inestimabile della vita, nell’impegno per costruire una civiltà dell’amore,
noi Cristiani per l’Ambiente, ci impegniamo a nutrire e dissetare ogni
persona, soprattutto i più bisognosi, in particolare ci impegniamo ad amare
ogni vita umana”. Read more
Jul
16
APPELLO DI SCIENZA & VITA NO ALLA CONDANNA A MORTE DI ELUANA ENGLARO
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“No alla prima esecuzione capitale della storia Repubblicana italiana. No alla sentenza di morte pronunciata da alcuni giudici italiani contro Eluana Englaro”.
In queste ore si può consumare un terribile dramma che potrebbe restare come una macchia indelebile sulla coscienza di tutto un popolo, quello italiano, che in tante occasioni ha invece manifestato un amore senza confini per la vita umana in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Fermare la mano di chi si appresta a togliere la vita dando attuazione alla sentenza di un tribunale – peraltro sostenuta da alcuni settori minoritari dell’opinione pubblica e della medicina – è a questo punto un dovere insopprimibile per tutte le coscienze libere di questo Paese. E lo pretende il rispetto delle stesse leggi italiane che non ammettono l’eutanasia, tale essendo ciò che si sta per commettere.
Per questo ci rivolgiamo a tutta l’opinione pubblica, ai mondi della cultura e della scienza, del diritto e dell’economia, dell’informazione e del sociale perché con noi, e accanto a noi, sappiano pronunciare un grande “Sì” alla vita e un “No” insuperabile alla condanna a morte di Eluana.
Chiediamo di sottoscrivere questo nostro appello che contiamo possa essere recepito da quanti sono in grado, attraverso gli strumenti della giustizia e della politica, di fermare questa orribile escalation.
Invitiamo inoltre la famiglia di Eluana ad accogliere l’invito di chi ha dichiarato di voler continuare ad assisterla amorevolmente: altro non è che un affidamento di amore. Al tempo stesso ci impegniamo a sostenere tutti gli sforzi per garantire la vita di Eluana.
I presidenti
Maria Luisa Di Pietro Bruno Dallapiccola
Le adesioni a questo appello dovranno essere inviate all’indirizzo mail segreteria@scienzaevita.org o via fax al numero 06/68195205
Jul
15
Cane lasciato morire, due milioni di no…
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…per Eluana il politicamente corretto impone i complimenti alla magistratura milanese.
Forse la vita di un essere umano non vale più di quella di un cane.? La nostra società politicamente corretta impone questo. Tanti, molti, troppi sono disposti a mobilitarsi per un povero cane (giustamente), ma gli stessi non reputano moralmente obbligante la mobilitazione per evitare che la povera Eluana venga lasciata morire di fame e di sete.
Nessuna spina da staccare, nessun ventilatore da spegnere, nessuna macchina che si accanisce sul corpo inerme di Eluana. Soltanto fame e sete.
Giusta la provocazione di Carlo Panella: piuttosto uccidetela!
L’alternativa sono le pene atroci per la disidratazione.
Consegn virtualmente la mia bottiglia a sostegno non di un’idea vaga di difesa della vita, ma del concreto dovere di assitenza ad una persona che sola non può mangiare e bere.
Giovanni Nocera